Ogni anno Pantone lancia il suo “colore dell’anno”, un indicatore potente che va ben oltre la moda e investe cultura visiva, design, società e lifestyle. Per il 2026, la scelta è inaspettata e insieme profondamente significativa: la tonalità Cloud Dancer (PANTONE 11-4201), un bianco avvolgente e luminoso, scelto per evocare tranquillità, chiarezza e una nuova prospettiva nel mezzo di un mondo saturato di stimoli visivi intensi e variegati. A differenza dei colori audaci e saturi del passato — dal Viva Magenta al Peach Fuzz o al Mocha Mousse — Pantone sceglie quest’anno una sfumatura di bianco morbido e naturale. Non un bianco puro e accecante, ma una tonalità calda che richiama l’aria, le nuvole e la semplicità sofisticata. È un invito a rallentare, riflettere e riscoprire il valore della serenità visiva. Secondo le parole dei responsabili di Pantone, Cloud Dancer non è solo un colore nei guardaroba, ma una risposta culturale: una sorta di “reset” emotivo e creativo, un modo per aprire nuovi spazi di espressione e pensiero. Il bianco, spesso visto come semplice neutralità, qui diventa protagonista. Cloud Dancer non è solo uno sfondo, ma un elemento che valorizza forme, texture e silhouette. Nel fashion system, questo colore permette di spostare l’attenzione dal “vivace” al significativo, enfatizzando artigianato, materiale e struttura. La presenza di questa tonalità sulle passerelle delle collezioni Primavera/Estate 2026 non è passata inosservata. Brand internazionali hanno inserito il bianco Cloud Dancer in capi e accessori, confermando la sua centralità estetica. Jil Sander, maison minimalista per eccellenza, ha inserito Cloud Dancer in linee pulite e silhouette essenziali: blazer doppiopetto in fresca lana, camicie morbide in cotone, pantaloni a gamba larga, tutti in bianco arioso. Alaïa, conosciuta per la sartorialità intensa, ha reinterpretato Cloud Dancer in abiti modellati su corpo e movimento, equilibrando lusso sobrio e profondità emotiva. Issey Miyake grazie alla collezione fluida, ha sfruttato la leggerezza di questa tonalità per tessuti plissettati e volumi dinamici, tipici del suo DNA estetico. Un colore del genere apre infinite possibilità di stile. Ecco alcune proposte di outfit che riflettono l’anima di Cloud Dancer: Un completo total white, blazer sartoriale + pantalone ampio + stivaletto in pelle bianca, è perfetto per un look urbano elegante. Abbinare texture diverse (lino, seta, lana) amplifica la profondità anche in un tono singolo. Si può accostare Cloud Dancer a toni neutri più caldi come marrone cioccolato o burro crea equilibrio e ricchezza visiva senza rinunciare alla leggerezza. Un abito da sera in seta Cloud Dancer, con gioielli oro rosa o accessori metallici caldi, offre un contrasto sofisticato che illumina chi lo indossa. Sneakers, t-shirt oversize o bomber in bianco sporco sono perfetti con denim scuro o tonalità accese per un effetto dinamico, ma raffinato. La scelta di un bianco come colore dell’anno ha anche generato dibattito nel mondo della moda e oltre. Alcuni critici la vedono come sintomo di un’epoca culturalmente stanca e orientata alla neutralità totale; altri la interpretano come un’esperienza estetica che riflette il desiderio di spazio mentale e respiro creativo. In ogni caso, Cloud Dancer non è un semplice colore, è un concept. Invita a guardare oltre il visibile, a riscoprire la luce e usare la moda non solo come estetica, ma come linguaggio di calma e rigenerazione. In un panorama spesso rumoroso, dove la saturazione visiva domina social e runway, Cloud Dancer propone una narrazione diversa: quella della leggerezza, della serenità, della possibilità di reinventarsi partendo da una base luminosa e neutra. Che si tratti di sartoria, di streetwear o di haute couture, questo colore accompagna un nuovo modo di vestire e di vedere la moda nel 2026.
Photo Courtesy of Pantone
di Elena Parmegiani per DailyMood.it
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