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    Home»Senza categoria»Ci sono storie che non si leggono: si respirano – Intervista a Emma Mariani, autrice di Profumo di spezie e segreti
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    Ci sono storie che non si leggono: si respirano – Intervista a Emma Mariani, autrice di Profumo di spezie e segreti

    By 20 Gennaio 2026Nessun commento5 Mins Read
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    Ci sono libri che entrano in punta di piedi e restano.
    Non perché fanno rumore, ma perché sanno toccare qualcosa di profondo.

    Profumo di spezie e segreti è uno di quei romanzi che non chiedono attenzione: la meritano. Ambientato in un piccolo paese siciliano sospeso tra mare e memoria, è un racconto fatto di odori, silenzi, gesti quotidiani e vite apparentemente semplici che nascondono mondi interi.
    Ne abbiamo parlato con Emma Mariani, che con questo libro firma una storia intensa, sensoriale e profondamente umana.

    DAILYMOOD.IT: Partiamo dal titolo: perché “Profumo di spezie e segreti”?
    EMMA MARIANI: 
    Perché le spezie, come i segreti, non si vedono subito ma cambiano tutto.
    Un pizzico può trasformare un piatto, proprio come una verità taciuta può cambiare una vita. Volevo un titolo che evocasse qualcosa di caldo, di antico, di stratificato. Le spezie raccontano viaggi, attese, mani che passano di generazione in generazione. I segreti, invece, raccontano ciò che resta quando non si ha il coraggio – o la possibilità – di dire tutto.

    Questo libro nasce proprio lì: nel punto in cui ciò che non viene detto continua comunque a farsi sentire.

    DM: Il romanzo è fortemente sensoriale. Quanto conta il profumo nella tua scrittura?
    EM:
    È fondamentale.
    Il profumo è la memoria più sincera che abbiamo. Non filtra, non mente, non chiede il permesso. Ti travolge e basta. Mentre scrivevo volevo che il lettore entrasse nel paese come si entra in una stanza: respirando. Il mare, il caffè, la cannella, il legno vecchio, il sapone… non sono dettagli decorativi, sono porte emotive.

    Se senti un odore, sei già dentro la storia. E non puoi più uscirne del tutto.

    DM: La Drogheria Campisi è uno dei luoghi più potenti del libro. Cosa rappresenta per te?
    EM:
    È un rifugio.
    Un posto dove il tempo rallenta e le persone possono esistere senza doversi spiegare. La drogheria è il contrario della fretta, del consumo veloce, dell’oblio. È il luogo dove le cose vengono pesate, non solo vendute. Dove ogni gesto ha dignità.

    Felice Campisi, dietro quel bancone, non è solo un commerciante: è un custode di vite, di silenzi, di fragilità. In un certo senso, è il cuore silenzioso del romanzo.

    DM: Felice è un personaggio maschile molto intenso, fatto più di silenzi che di parole. Perché questa scelta?
    EM:
    Perché volevo raccontare una forza diversa.
    Felice è un uomo che resta, che aspetta, che ama senza proclami. Non è un eroe, non è un uomo “risolto”. È un uomo che ha conosciuto la perdita e ha deciso di continuare a vivere con delicatezza, senza indurirsi.

    Mi interessava raccontare una mascolinità capace di cura, di ascolto, di fedeltà emotiva. Una mascolinità che non ha bisogno di dominare per esistere.

    DM: Nel libro il paese sembra quasi un organismo vivo. Quanto conta l’ambientazione?
    EM:
    Conta tantissimo.
    Il paese non è solo uno sfondo, è una presenza. Osserva, giudica, protegge, a volte soffoca. È fatto di voci basse, di pettegolezzi, di rituali ripetuti. È povero, sì, ma orgoglioso. E soprattutto è un luogo che ricorda tutto, anche quando le persone vorrebbero dimenticare.

    Volevo raccontare una comunità dove nulla passa davvero inosservato, e dove ogni scelta individuale ha un’eco collettiva.

    DM: Che tipo di storia è, in fondo, Profumo di spezie e segreti?
    EM:
    È una storia di attese.
    Di radici. Di ritorni – reali o interiori. È un romanzo che parla di ciò che resta quando la vita non è andata come avevamo immaginato. Di come si può continuare ad amare, anche dopo, anche in silenzio.

    Non è un libro che corre. È un libro che accompagna. Che ti chiede di rallentare, di ascoltare, di sentire.

    DM: Cosa vorresti che il lettore portasse con sé, dopo l’ultima pagina?
    EM:
    La sensazione di aver abitato una storia.
    Vorrei che restasse addosso come un odore familiare, di quelli che non sai spiegare ma che ti fanno sentire a casa. Vorrei che il lettore chiudesse il libro con un nodo in gola lieve, non doloroso, ma vero. E magari con il desiderio di tornare indietro, a rileggere, a ritrovare quei personaggi come si ritrovano vecchi amici.

    Profumo di spezie e segreti è un romanzo che non alza la voce, ma arriva lontano.
    Una storia che parla di memoria, di amore, di dignità quotidiana. Di quelle vite che sembrano piccole solo a chi non si ferma mai a guardarle davvero.

    È un libro che si legge lentamente, come si sorseggia un caffè forte o si annusa una spezia prima di usarla.
    E quando finisce, resta.
    Sulla pelle. Nella memoria. Nel cuore.

    “Profumo di spezie e segreti” di Emma Mariani è in prevendita
 https://www.capponieditore.it/prodotto/profumo-di-spezie-e-segreti
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    di Redazione DailyMood.it

    L’articolo Ci sono storie che non si leggono: si respirano – Intervista a Emma Mariani, autrice di Profumo di spezie e segreti proviene da Daily Mood.

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