Quando la moda supera se stessa e diventa arte pura: così si presenta Schiaparelli: Fashion Becomes Art, la prima grande retrospettiva mai dedicata nel Regno Unito alla leggendaria stilista Elsa Schiaparelli. Dal 28 marzo al 1° novembre 2026, il Victoria and Albert Museum espone un patrimonio di oltre duecento opere tra abiti, accessori, documenti d’archivio, fotografie, opere d’arte e profumi che raccontano oltre un secolo di visione creativa e rivoluzione estetica. Nata nel 1890, Elsa Schiaparelli incarna un capitolo irripetibile nella storia della moda del Novecento. La sua cifra stilistica fu sin dal principio una fusione audace di sartoria e immaginario artistico: il vestito non è più semplice abito, ma medium evocativo, un surrogato poetico capace di dialogare con la scultura, la pittura, la performance. La mostra londinese esplora questo universo plastico e visionario attraverso pezzi iconici come il celebre “Skeleton Dress” e il raffinato “Tears Dress”, entrambi frutti della collaborazione con il surrealista Salvador Dalí, insieme ad opere di Pablo Picasso, Jean Cocteau e Man Ray. Questa commistione di moda e arte attesta come Schiaparelli abbia contribuito a riscrivere il linguaggio dell’eleganza, trasformando l’abito in un’opera d’arte a pieno titolo. “Schiaparelli: Fashion Becomes Art” non si limita a una celebrazione antiquaria, ma offre una narrativa dinamica e stratificata: dalle prime creazioni degli Anni Venti, allo spirito creativo dell’attuale direttore artistico Daniel Roseberry. Quest’ultimo, noto per capi di couture che macinano viral engagement e attraggono superstar internazionali, rappresenta la naturale trasposizione contemporanea del surrealismo sartoriale di Elsa. Non è solo la storia di una stilista, ma anche di un’impresa culturale: Schiaparelli fu un’imprenditrice capace di muoversi tra Parigi, Londra e New York, intrecciando moda, performance e teatro in una visione antitetica alle regole dell’epoca. In un’epoca in cui il gusto tende alla sobrietà, l’estetica di Schiaparelli appare oggi più attuale che mai: capace di spingere oltre i confini del convenzionale, di mescolare serietà e gioco, di trasformare l’abito stesso in metafora e provocazione. La sua eredità è esposta attraverso fotografie d’epoca, schizzi originali, oggetti di scena e creazioni che hanno segnato tappe fondamentali nel dialogo tra moda e cultura visuale globale. La grandezza di Elsa sta in questo: aver definito la moda come forma d’arte, non semplice ornamento sociale. In un mondo in cui la cultura alta e quella pop si incrociano con sempre maggiore frequenza, il percorso curatoriale della mostra invita a riscoprire una pioniera che guardava oltre la superficie del tessuto, intuendo un linguaggio creativo ancora oggi fonte di ispirazione per stilisti, artisti e creativi di tutto il pianeta. La scelta di Londra e del V&A come sede di questa retrospettiva ha un valore simbolico: posizionare la moda di Schiaparelli nell’arena internazionale di dialogo tra arte, design e cultura materiale conferma la sua influenza oltre ogni categoria estetica. Significa reinterpretare un’eredità senza tempo, dove la moda non è mai stata, e non è, semplicemente moda.
Photo Courtesy of Victoria and Albert Museum
di Elena Parmegiani per DailyMood.it
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