L’attesa era tanta, così come le aspettative: la prima sfilata di Demna Gvasalia per Gucci, presentata alla Milano Fashion Week, segna un capitolo importante per la maison fiorentina. In verità negli scorsi mesi la narrazione dello stilista georgiano aveva già catturato l’attenzione per il corto diretto da Spike Lee “The Tiger” con i look della collezione Pre/Fall “La Famiglia”. “Gucci è un marchio, ma è soprattutto un luogo culturale condiviso, capace di parlare a persone diverse per sensibilità, identità e codici espressivi. Questa pluralità si riflette in Primavera: una costellazione di archetipi, gusti e attitudini, una gamma di proposte stilistiche pensate per chi la Maison già abbraccia e per chi desidero possa riconoscervisi“, si legge in una nota del brand. Il nuovo corso di Gucci by Demna non è una mera presentazione della collezione Autunno/Inverno 2026-27, ma una vera e propria dichiarazione di ciò che sarà del nuovo iter della griffe. La sfilata a Milano, a Palazzo delle Scintille, trasformato in un teatro con finte statue romane, che richiamava gli Uffizi di Firenze, porta in scena modelle che sembrano reduci da una notte di eccessi, con il trucco colato e l’andatura traballante. L’ex direttore creativo di Balenciaga celebra un lusso destabilizzante e poco rassicurante, un glamour che non cerca rassicurazione, ma piuttosto si interroga sulla società attuale, ed è così che l’imperfezione marcata diventa status e gli archetipi della maison sono gli unici punti fermi sulla catwalk. Sul finale incede Kate Moss, sulle note di “Tu Sì Na Cosa Grande” cantata da Ornella Vanoni. La top model interpreta un abito lungo nero con schiena nuda da cui si vede l’iconico G-string con logo, tempestato di dieci carati di diamanti, un accessorio preso dall’archivio Anni Novanta di Tom Ford. La sfilata segna inoltre il nuovo corso del “See Now, Buy Now”, sarà infatti possibile acquistare i capi in boutique selezionate e online anticipando così il lancio ufficiale di luglio 2026. Lungi dall’essere un esercizio intellettuale, la collezione punta sulla sensualità, sulla figura umana e sulle silhouette aderenti che evocano una nuova idea di eleganza priva di sovrastrutture teoriche. La passerella alterna capi aderenti a silhouette più rilassate, giocando con contrasti di tessuti, pattern e texture. I capi, pur richiamando i codici classici, sono reinterpretati con un linguaggio audace e senza timori reverenziali verso l’eredità della casa. Tra gli accessori sublimi si distingue l’iconica borsa Gucci Bambo 1947, proposta con un volume più slanciato e con il manico in pelle. Lo show non è solo un momento di moda, ma un evento culturale con un fronte ampio di ospiti vip. Tra i nomi più quotati presenti in prima fila quelli di Donatella Versace, seduta accanto all’ex direttore creativo di Gucci Alessandro Michele, ora al timone di Valentino, Demi Moore, Steve Lacy, Romeo Beckham, Nicky Hilton, Isabella Ferrari, Ghali ed altri esponenti dell’intrattenimento globale. L’interpretazione di Gucci offerta da Demna ha acceso un dibattito immediato tra gli addetti ai lavori e gli appassionati. Mentre alcuni osservatori hanno celebrato la capacità del direttore creativo di infondere una nuova energia sensuale e di giocare con l’heritage del marchio senza tradirlo, altri critici hanno evidenziato come la forte carica estetica e sessuale della collezione possa risultare polarizzante nel contesto attuale della moda. Quella di Demna non è stata una sfilata nostalgica, ma una dichiarazione d’intenti: Gucci sta ridefinendo la sua identità, guardando al futuro con uno sguardo vivido e provocatorio, lontano da ogni approccio puramente intellettuale e più vicino a una ridefinizione del rapporto tra moda e corpo. L’evento Gucci alla Milano Fashion Week 2026 si propone quindi come un momento chiave per la maison e per l’industria della moda. Demna, con la sua visione audace, ha alzato il livello della conversazione stilistica e culturale, offrendo un capitolo che mescola storia, sensualità e modernità in un modo inedito. Tra ospiti iconici, immagini forti e un’estetica che non accetta compromessi, questa sfilata entrerà sicuramente nei racconti di moda della stagione come una delle più significative dell’anno.
Photo Courtesy of Gucci
di Elena Parmegiani per DailyMood.it
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