Le calze a compressione graduata sono studiate per il supporto alla circolazione venosa e linfatica degli arti inferiori. La scelta del modello richiede attenzione sulla scelta della classe di compressione, sui materiali e finalità terapeutiche, poiché ogni variante agisce con livelli differenti di pressione decrescente dal basso verso l’alto. Conosciamole meglio.
Che cosa sono le calze a compressione graduata
Le calze a compressione graduata sono dispositivi elastici medicali progettati per applicare una pressione controllata e progressivamente decrescente lungo la gamba, più elevata alla caviglia e poi minore verso il polpaccio e la coscia. Questo meccanismo facilita il ritorno venoso, riduce il ristagno ematico e contrasta l’insufficienza venosa cronica. Sono impiegate in contesti clinici, preventivi e post-operatori, oltre che nella gestione di edema, varici e sintomi legati a insufficienza circolatoria.
È bene sottolineare che la qualità del prodotto influisce direttamente sull’efficacia terapeutica. Per questo motivo, i modelli dovrebbero essere acquistati solo da negozi specializzati, come possiamo approfondire su RelaxanShop.it, che garantiscono la conformità delle calze alle normative mediche europee, la corretta classificazione delle pressioni e materiali altamente performanti.
Le calze a compressione graduata vengono realizzate tramite lavorazioni circolari o rettilinee, utilizzando filati elastici tecnici che permettono di mantenere la pressione desiderata per molte ore.
Tipologie di compressione e differenze
Le differenze principali tra un modello e l’altro dipendono dalla classe di compressione, che indica la quantità di pressione esercitata a livello della caviglia. Ogni classe risponde a esigenze cliniche precise, che vanno dalla prevenzione di sintomi lievi fino al trattamento di patologie venose più complesse.
Classe I (15–21 mmHg)
La Classe I costituisce la prima vera fascia terapeutica. È prescritta in casi di varici iniziali, gonfiore lieve, pesantezza ricorrente o per prevenire la progressione dell’insufficienza venosa cronica. Si tratta di una compressione efficace ma ben tollerata, indicata anche durante la gravidanza nei casi di lieve edema.
Classe di compressione standard (20–30 mmHg)
È indicata per soggetti che trascorrono molte ore in piedi o seduti, per persone con sensazione di gambe stanche e per chi desidera prevenire i primi segni di insufficienza venosa. La pressione esercitata è moderata e non terapeutica, seppur favorisca un miglior tono venoso e riduca la sensazione di pesantezza.
Classe II (23–32 mmHg)
La Classe II è destinata a pazienti con varici marcate, edema cronico, post-trombosi venosa o dopo interventi chirurgici vascolari. Questa compressione è intensa e richiede un fitting preciso per garantire efficacia senza creare eccessiva costrizione. È spesso utilizzata nella gestione del linfedema lieve e come terapia di mantenimento nelle patologie venose croniche. Data l’intensità della pressione, la corretta misurazione delle circonferenze è determinante.
Classe III (34–46 mmHg)
La Classe III è una compressione intensa destinata a patologie avanzate come grave insufficienza venosa, linfedema di grado moderato o forte insufficienza linfatica. Deve essere utilizzata esclusivamente sotto stretto controllo medico. L’applicazione richiede competenze tecniche specifiche poiché l’elevato contenimento deve essere distribuito in modo uniforme senza generare punti di pressione eccessivi.
Classe IV (≥49 mmHg)
La Classe IV è la compressione alta e viene impiegata in casi severi di linfedema o insufficienza venosa avanzata. È un dispositivo altamente specialistico, difficilmente utilizzato nella quotidianità e riservato a trattamenti terapeutici mirati.
L’articolo Calze a compressione graduata: quali sono le differenze proviene da Daily Mood.
