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    Home»Senza categoria»Emily In Paris 5: È la metamoda, bellezza. Da Roma a Parigi a Venezia, su Netflix
    Senza categoria

    Emily In Paris 5: È la metamoda, bellezza. Da Roma a Parigi a Venezia, su Netflix

    By 18 Dicembre 2025Nessun commento7 Mins Read
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    È metamoda. Se cercate il significato di questa parola potrete trovarne molti. Ma in uno dei primi episodi di Emily In Paris 5, la fortunata serie Netflix in arrivo con la quinta stagione il 18 dicembre, il concetto irrompe nella storia durante una riunione con la responsabile del marketing di Fendi, interpretata da una convincente Violante Placido. Si cerca una nuova idea per una linea speciale di borse legate al marchio e la nostra Emily, con il volto di Lily Collins, propone una “Fendi Fake”. Una borsa Fendi falsa, ma vera, cioè prodotta dalla stessa casa, ma come se fosse un’imitazione. Metamoda allora è la moda che si avvita su se stessa, che cita i suoi stessi modelli e li rinnova, rifà se stessa celebrando i suoi miti e rinnovandosi e sfidando allo stesso tempo. Ma metamoda può essere anche la presenza dei brand del lusso nel metaverso, con le skin e i gadget virtuali creati ad arte per attrarre un nuovo pubblico. E sì, secondo noi è metamoda anche una serie come Emily in Paris, immersa nel mondo della moda in modo tale da poterci giocare a piacimento.

    Ma dove eravamo rimasti? E che cosa sta succedendo a Emily nella quinta stagione? Ora a capo dell’Agence Grateau a Roma, Emily affronta sfide professionali e sentimentali mentre si adatta alla vita in una nuova città. Ma proprio quando tutto sembra andare per il verso giusto, un’idea lavorativa si rivela un fallimento, con conseguenti delusioni amorose e ostacoli alla carriera. In cerca di stabilità, Emily si rifugia nel suo stile di vita francese, finché un grande segreto non minaccia uno dei suoi rapporti più stretti. Affrontando i conflitti con sincerità, Emily ne esce con legami più profondi, una rinnovata consapevolezza e la voglia di abbracciare nuove possibilità. Con vista finale ancora sull’Italia, a Venezia.

    È metamoda anche citare i veri marchi in un continuo gioco di rimandi che permette di farlo. Alcuni vengono nominati, come Dolce & Gabbana, altri si vedono proprio, dalla già citata borsa di Fendi, fino al marchio Intimissimi, che è anche al centro di una sfida, la nascita di una campagna ad hoc, realizzata solo per questa serie. Il pay-off è “Più sexy che nuda” e nasce da un gioco di seduzione tra Emily e il suo compagno Marcello (che ricorda quello tra Jerry Calà e Federica Moro in Yuppies, con il famoso collant “Velatissimo”). Ci sono anche altri marchi che entrano in scena. E se, per la birra, Nastro Azzurro ha deciso di stare al gioco, cioè di investire, un noto brand di caffè non l’ha fatto ed è diventato Bavazza.

    Il tono della serie è quello che conosciamo, tra il leggero e il sovraeccitato, tra il lezioso e il divertito, ma senza mai andare sopra le righe. È un po’ il tono de Il Diavolo veste Prada, che da sempre è il modello di questa serie, che arriva sugli schermi di Netflix proprio a pochi mesi dall’arrivo del sequel del famoso film del 2006 con Meryl Streep e Anne Hathaway. L’altro legame con Emily In Paris è una serie francese, Dix Pour Cent, diventata da noi Call My Agent. Il ritmo frenetico delle pubbliche relazioni, il viaggio dentro mondi reali (lì lo spettacolo, qui la moda) sono gli stessi, l’idea di raccontare il dietro le quinte anche.

    Se i riferimenti del racconto sono quelli, il riferimento – fatte le debite proporzioni – di Lily Collins, la protagonista, sembra essere sempre Audrey Hepburn, di cui l’attrice non avrà forse l’allure ma ha la figura elegante e slanciata, minuta, una certa dolcezza nello sguardo e nel volto. Essendo una buona parte della serie girata a Roma, prima del ritorno a Parigi e del gran finale ancora in Italia, a Venezia, si gioca molto sul concept “Vacanze romane” dando spesso un look anni Cinquanta al personaggio di Emily. Gli occhi grandi e neri donano alla protagonista una grande dolcezza, e le sopracciglia, non troppo sottili come a volte vuole la moda oggi, rendono lo sguardo ancora più carico di personalità.

    C’è in scena una Roma molto bella, dal Parco degli Acquedotti e Piazza di Spagna e i suoi dintorni, dal Teatro dell’Opera al Palazzo della Civiltà del Lavoro dell’EUR, dove si è scelto di ambientare la sede di Fendi. E dove è stato girato il nuovo spot con Bang Chan della band K Pop degli Stray Kids: anche questo è metamoda. Per l’ufficio dell’agenzia si è scelto, per gli esterni, un bellissimo edificio del quartiere Coppedé (che, a proposito, era stato scelto come location anche per un altro film legato alla moda, House Of Gucci, ma per ricreare gli esterni dell’abitazione di famiglia di Milano).

    “Non ero mai stata a Venezia prima d’ora ed è incredibilmente bella” ha raccontato Lily Collins. “L’assenza di automobili e la necessità di spostarsi ovunque in barca è davvero romantica. Girare a Roma e Venezia è stato assolutamente magico. Entrambe le città sono così suggestive dal punto di vista cinematografico, ricche di storia e di un palpabile senso di magia: Roma sembra una città più consolidata e metropolitana, mentre Venezia è stravagante, romantica e offre un ritmo di vita completamente diverso. È stato perfetto aprire l’ufficio di Emily a Roma, dandole una base per la sua vita professionale, mentre Venezia ha offerto un’avventura stravagante: un viaggio indimenticabile per Emily e per la nostra troupe. Sono molto grata all’Italia per averci accolto di nuovo in entrambe le città”. “Roma e Venezia sono città di grande bellezza” ha spiegato il creatore della serie, Darren Star. “La serie offre la possibilità di viaggiare con la fantasia e volevo davvero trovare un modo per inserire Venezia in questa stagione perché penso che abbia qualcosa di magico e ultraterreno. È difficile superare Parigi e volevo andare in un posto altrettanto iconico e affascinante”.

    Ovunque ci si trovi, la moda è il campo di gioco. Ma la moda parla anche per chi la indossa, dice chi è. E che cosa dice, allora, la moda di questi personaggi? “Nella prima stagione Emily ha molti pensieri in testa e molte cose da dire” riflette Lily Collins sul suo personaggio. “Invece di condividerli li mette nei suoi abiti. E così molti dei vestiti sono brillanti, audaci, colorati. Lungo le altre stagioni impara a prendersi cura di sé in un altro modo, e così quell’audacia e quella brillantezza possono essere anche attenuate. Gli abiti sono ancora colorati, ma non in modo così forte. Sono più sartoriali, su misura. E credo che ci sia una maggiore sicurezza interiore che emerge dagli abiti”. “Sylvie ha dei bellissimi vestiti, ma credo sia più interessata a quello che accade dentro di lei” interviene Philippine Leroy-Beaulieu. “Siccome la sua vita sta diventando più complicata lei è più tesa. Ma soprattutto a Parigi. A Roma è tutto più rilassato”. “Anch’io credo che il modo di vestire di Emily a Roma sia più rilassato” aggiunge Darren Star. “L’ultima parte della scorsa stagione e questa è stato come se fosse la vacanza di Emily a Roma” concorda Lily Collins. “Amiamo questo racconto fatto attraverso la moda, il fatto che i tessuti rappresentino i nostri sentimenti” conferma Ashley Park, che è l’amica Mindy. “Non ne so molto di moda” ammette Eugenio Franceschini, che è Marcello, l’amore di Emily. “I costumi sono fondamentali per farci entrare in un personaggio. Ma io sono completamente diverso da Marcello Muratori nella vita, come stile, come famiglia e tutto il background. Mi ha aiutato vestire abiti diversi per trovare il mio carattere”. Il lavoro sui costumi, fondamentale per la serie, è di Marylin Fitoussi, ed è a lei che va continuamente il ringraziamento di produzione e cast. Parigi, Roma, Venezia. E ora, dove andrà Emily? “Lo show è Emily in Paris” risponde Darren Star. “Andremo dove ci porta la storia”.

    di Marizio Ermisino per DailyMood.it

    Fai clic qui per vedere lo slideshow.

    L’articolo Emily In Paris 5: È la metamoda, bellezza. Da Roma a Parigi a Venezia, su Netflix proviene da Daily Mood.

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