Innovazione coreografica e danza che si rinnova, ricercando però gli spazi più familiari della sua nascita di condivisione e convivialità, un nuovo mood della danza?Forse. A Piacenza tornano Xavier Le Roy, Noé Soulier, Jesús Rubio Gamo e Simona Bertozzi nel festival sempre più disciplinare di Riccardo Buscarini che porta il mood della danza alle vette della musica e della performance in quelli che sono però i giardini e palazzi più belli della città di Piacenza.
Signori e nobili si nasce e la danza è per sua natura l’arte che meglio esprime signorilità, nata e crescita in contesti di tutti i tipi e ceti sociali, certo e per questo il mood della danza è tanto apprezzato ed amato. Ma se i balli ed i balletti cortesi sono stati la vera essenza della danza di un tempo che fu, frutto di vera condivisione e convivialità, è possibile ai giorni nostri? A Piacenza, torna nei palazzi signorili e nobiliari, la danza del dAS festival a darne dimostrazione dal 17 al 20 settembre e che la porta nel vivo del suo cuore più internazionale artisti e progetti unici nel proprio genere.
Come recita il comunicato stampa : “cuore del cartellone è la danza con ospiti internazionali come il coreografo francese Noé Soulier (19 settembre), direttore del CNDC di Angers, con Le Royaume des ombres e Signe blanc, interpretato da Vincent Chaillet (già primo ballerino dell’Opéera de Paris); domenica 20 doppio appuntamento: la prima nazionale di Estudios Elementales di Jesús Rubio Gamo (danza) e Luz Prado (violino) precede la serata in onore di Xavier Le Roy, artista di fama mondiale che ha creato lavori per alcune tra le più importanti realtà culturali mondiali: dalla Berliner Philharmonie al Centre Pompidou di Parigi, al MoMA di New York, che riallestisce e interpreta la sua versione de Le sacre du printemps nel 20esimo anno dalla creazione. Le Roy riceverà la Moneta d’Oro per l’innovazione coreografica, novità di questa edizione di dAS”.
Se insomma il mood della danza ha bisogno di una cornice estetica,il festival di Piacenza ne offre una fatta di palazzi e cortili ad artisti del panorama italiano (ed internazionale) unici anche nella ricerca espressiva. Proprio sui luoghi che da fisici diventano suggestioni narrativa del corpo. Dove l’ispirazione proviene spesso proprio dai luoghi, ecco che come nel caso del progetto di Simona Bertozzi sui mosaici della Villa del Casale in Sicilia, a Piazza Armerina dal titolo”Le Palestriti” il corpo diventa arco, pronto con la sua freccia a rendere la danza tessuto narrativo.
Un mood della danza che abbraccia i luoghi che incontra. Li vive e poi li offre al pubblico in un teatro nuovo, fatto di cortili e palazzi, non un “semplice” teatro.
Quasi che il teatro come luogo fisico, non basti più per contenere questo avvicinamento ad un pubblico sempre più eterogeneo e poco disposto all’attenzione offerta da una poltrona, seppur comodissima, di un teatro . E la danza? Come nel caso del festival dAS, quella “vera” e fatta come ricerca sempre più espressiva dai suoi professionisti , si offre ad un pubblico sempre più trasversale ed eterogeneo con passione e dedizione. Nuova frontiera del mood della danza tra innovazione e rinnovamento? Chissà.
di Cristina T. Chiochia per DailyMood.it
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