In Reveries Sanges invita il pubblico ad attraversare il sottile confine tra realtà e immaginazione, presentando una selezione di fotografie che fluttuano tra il possibile, l’onirico e l’inquietante.
La mostra crea un paesaggio visivo di gentile smarrimento e meraviglia, in cui il quotidiano si piega all’assurdo e nuove visioni affiorano con delicatezza.
Tra ritratti incisivi, composizioni surreali, affollate scene di gruppo e momenti in cui lo spettatore diventa un voyeur, Sanges costruisce mondi che risultano al contempo familiari e sottilmente alterati. Ogni immagine diventa un frammento di un «sogno desto», un istante sospeso in cui la realtà si dissolve. Con rigorosa attenzione alla luce, al colore e alla forma, le sue opere sono calibrate per incantare e, insieme, destabilizzare.
Ogni fotografia si dispiega come un tableau cinematografico messo in scena, in cui ogni figura è orchestrata con la precisa deliberazione di un regista. I personaggi di Sanges sono composti, abitano ambienti che mettono in contrasto opulenza e decadenza, creando spazi tesi e teatrali.
L’eleganza di Helmut Newton incontra l’arguzia surreale di Man Ray. Ogni figura intraprende movimenti minuziosi e le pose aggiungono ambiguità e dramma.
Sebbene Sanges abbia a lungo esplorato le possibilità tecniche della fotografia digitale, la sua pratica resta profondamente e saldamente radicata nell’analogico. Tutte le opere presentate in Reveries sono realizzate interamente su pellicola. Respingendo la perfezione istantanea del digitale, Sanges abbraccia la lenta alchimia della fotografia analogica, in cui luce e tempo si intrecciano con l’intento artistico. Reveries prosegue l’esplorazione di stati onirici e paesaggi psicologici, ampliando temi sviluppati nelle serie precedenti Wunderkamera, Circumstances, Polaroids, Big Scenes e, appunto, Reveries stessa.
Mattia Martinelli, direttore di Robertaebasta, e Giorgia Zen, gallery manager, hanno espresso grande entusiasmo per questa imminente esposizione. Zen, la prima ad essere stata colpita dal talento di Sanges, riflette sul suo lavoro: «È la sensazione che persiste al risveglio da un sogno, un istante in cui la realtà sembra sospesa. È accaduto davvero? L’ho sognato? O sono ancora dentro il sogno? In quel momento fugace, il reale e l’immaginato coesistono e tutte le possibilità sembrano vive. È un’esperienza rara e singolare».
Dettagli della mostra
Robertaebasta London, 85 Pimlico Road, SW1W 8PH, London
Apertura: 20 novembre 2025 | Chiusura: 15 gennaio 2026
Vernissage: 20 novembre 2025, 18:00–21:00
Per richieste stampa, immagini o per organizzare un’intervista, si prega di contattare:
Giorgia Zen – Gallery Manager – giorgia@robertaebastalondon.co.uk
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