Close Menu

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Il Prigioniero: Alejandro Amenábar ci racconta Cervantes prima di Don Chisciotte

    12 Giugno 2026

    Galateo ad alta quota e abitudini fastidiose, gli italiani in volo condividono i braccioli e apprezzano lunghe chiacchierate. I cattivi odori corporei sono un “no” a livello universale

    12 Giugno 2026

    Vacanze in arrivo? È il momento di colorare l’estate: con le nuove tempere Superwashable di primo la creatività diventa un gioco da condividere

    12 Giugno 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    • Demos
    • Tech
    • Gadgets
    • Buy Now
    Facebook X (Twitter) Instagram
    TMedia BlogTMedia Blog
    Subscribe
    • Home
    • Features
      • Typography
      • Contact
      • View All On Demos
    • Mobiles
    • Typography
    • Mobiles
      1. Tech
      2. Gadgets
      3. Insights
      4. View All
    • Buy Now
    TMedia BlogTMedia Blog
    Home»Senza categoria»Il Prigioniero: Alejandro Amenábar ci racconta Cervantes prima di Don Chisciotte
    Senza categoria

    Il Prigioniero: Alejandro Amenábar ci racconta Cervantes prima di Don Chisciotte

    By 12 Giugno 2026Nessun commento4 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Tutti conoscono la storia di Don Chisciotte della Mancia. Ma in pochi conoscono la storia di Miguel de Cervantes, l’autore di quello che è considerato il romanzo più letto di tutti i tempi. L’unica storia che Cervantes non ha mai raccontato è la sua. Il Prigioniero, il film di Alejandro Amenábar, al cinema dall’11 giugno con Lucky Red, vuole proprio raccontarci chi è stato questo autore.

    1575, Algeri. Miguel de Cervantes (Julio Peña), un soldato ventottenne della Marina spagnola, ferito in battaglia, è tenuto prigioniero dai corsari ottomani. Una morte crudele lo attende, se i suoi compatrioti non riusciranno presto a pagare il riscatto; ma, tra le mura della sua cella, Cervantes scopre un rifugio inaspettato: l’arte del racconto. Intessute di resilienza e speranza, le sue storie incantano i compagni di prigionia e attirano l’attenzione di Hasan (Alessandro Borghi), l’enigmatico e temuto Bey di Algeri, dando vita a un legame segreto tra carceriere e prigioniero. Mentre le tensioni in città aumentano e i sospetti si fanno sempre più pericolosi, Cervantes, spinto da un incrollabile senso di ottimismo, elabora un audace piano di fuga.

    Il Prigioniero è un film sull’arte di raccontare, sull’immaginazione. E quindi è anche un film sul cinema, sul lavoro del regista. Come lo scrittore, il regista è il narratore onnisciente che ha l’onore e l’onere di tenere le fila del racconto, di prendere il proprio pubblico e di portarlo dove vuole. Di scegliere la via più tortuosa e coraggiosa, per il suo racconto, oppure quella più facile e consolatoria. In questo senso, Alejandro Amenábar ci parla di Miguel de Cervantes, ma ci parla anche di sé, dei suoi dubbi, delle sue scelte, dell’evoluzione della sua arte.

    Avevamo infatti conosciuto Amenábar come autore di film di genere, dai suoi primi titoli come Tesis, Apri gli occhi, The Others. Amenábar ha scelto poi di diventare un autore completo. Con Mare dentro e Agorà si è cimentato con il cinema drammatico e quello storico. Andando incontro a critiche positive, come nel caso di Mare dentro, ma anche dividendo la critica, come nel caso di Agorà. Ma un narratore deve fare questo. Raccontare la storia che sente. E scrivere quel finale che ogni volta si scrive da solo.

    È giusto così. Uno scrittore deve essere libero di scrivere quello che sente, un regista di girare il film che vuole. Pur tra film molto diversi, Alejandro Amenábar racconta sempre storie con una doppia dimensione. In Apri gli occhi quella di un mondo reale e uno virtuale, in The Others il mondo dei vivi e quello dei morti, in Mare dentro il corpo e l’anima. Qui ci sono ovviamente le due dimensioni parallele della realtà e della finzione. Amenábar, in ogni suo film, sembra sempre essere interessato anche al doppio che è dentro di noi, su un lato oscuro in lotta con uno più chiaro, su un dualismo che è sempre presente nella nostra anima.

    Il cinema sembra essere sempre più interessato non solo all’opera letteraria, ma anche al suo autore. Pensiamo ad Hamnet, il film di Chloe Zhao che racconta la creazione dell’Amleto dal punto di vista di Shakespeare e della sua compagna di vita. Rispetto a un film come Hamnet, il peso della grande opera letteraria qui si sente di meno: non abbiamo il senso dell’incombenza, della grandezza dell’opera che sta per arrivare. È un film che ha un grande spunto, un’idea davvero notevole, ma che, lungo la sua durata, soffre di una certa monotonia, di un reiterarsi delle situazioni, finendo così per rimanere a lungo in una fase di stallo. C’è anche una disparità tra i due attori che interpretano Cervantes e Hasan, Julio Peña e il nostro Alessandro Borghi. Borghi, qui bravissimo, dà spesso la sensazione di sovrastare il suo giovane partner di set.

    Il Prigioniero è un film che parla di storie, di saperle scrivere e saperle raccontare. Ma è anche molto altro: è un film d’avventura, una dramma carcerario, una storia d’amore. Ci fa riflettere sull’importanza della cultura in un mondo dove sembrano comandare le armi. Sulla libertà di costumi, con un mondo arabo che nel Seicento è molto più avanti rispetto all’oscurantista Europa cattolica. Sul Mediterraneo, quello che era allora e quello che è diventato oggi. Ci fa riflettere, soprattutto, la frase di Hasan, che ha appena parlato con Cervantes del trucco di addolcire le storie per emozionare le persone. “Senza l’amore nel mondo cosa rimane?”

    di Maurizio Ermisino per DailyMood.it

    Fai clic qui per vedere lo slideshow.

    L’articolo Il Prigioniero: Alejandro Amenábar ci racconta Cervantes prima di Don Chisciotte proviene da Daily Mood.

    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email

    Related Posts

    Vacanze in arrivo? È il momento di colorare l’estate: con le nuove tempere Superwashable di primo la creatività diventa un gioco da condividere

    12 Giugno 2026

    Galateo ad alta quota e abitudini fastidiose, gli italiani in volo condividono i braccioli e apprezzano lunghe chiacchierate. I cattivi odori corporei sono un “no” a livello universale

    12 Giugno 2026

    I’ll be back – Arnold Schwarzenegger

    11 Giugno 2026
    Add A Comment

    Leave A Reply Cancel Reply

    Editors Picks
    Top Reviews
    Advertisement
    Demo
    TMedia Blog
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest Vimeo YouTube
    • Home
    • Tech
    • Gadgets
    • Mobiles
    • Buy Now
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.