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    Home»Senza categoria»Venezia: Da George Clooney a Robert Pattinson, da Penelope Cruz e Javier Bardem, fino agli Oasis. E Renzo Rosso di Diesel…
    Senza categoria

    Venezia: Da George Clooney a Robert Pattinson, da Penelope Cruz e Javier Bardem, fino agli Oasis. E Renzo Rosso di Diesel…

    By 2 Settembre 2026Nessun commento7 Mins Read
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    2 settembre. Inizia la 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Una Mostra che si nota per l’assenza di Hollywood e dei grandi film americani, con la convinzione che ormai non paghi più la presenza a un grande festival per la promozione di un film. Però le star ci saranno lo stesso. In questo senso, è ancora una Venezia in grado di accendere gli entusiasmi. A partire dal divo per eccellenza, George Clooney, che a Venezia riceverà il Leone d’Oro alla carriera, che quest’anno sarà assegnato anche a Ellen Burstyn. A introdurre Clooney sarà l’attrice premio Oscar Laura Dern. Un divo di un’altra generazione, ma ormai sulla cresta dell’onda da vent’anni, o quasi, è Robert Pattinson, protagonista di Primetime di Lance Oppenheim. L’attore, dopo The Drama e L’Odissea di Christopher Nolan, e al momento sul set di The Batman 2, è in un momento di grazia. Ci saranno Penélope Cruz e Javier Bardem, coppia sul set e nella vita, ad alto tasso di chimica e di fascino, che saranno i protagonisti di Bunker, il nuovo film di Florian Zeller. E forse, con il passare degli anni, non sarà più un sex symbol, non sarà più Il Gladiatore, ma è sempre una stella: Russell Crowe torna al Lido per presentare un suo film da regista, What Love Builds, nella sezione Fuori Concorso – Non Fiction. Il film d’apertura, Ink di Danny Boyle, porterà sul red carpet Guy Pearce e Claire Foy, Bucking Fastard di Werner Herzog, porterà Kate Mara, Rooney Mara e Orlando Bloom. Un film italiano, The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, ha nel cast Alicia Vikander, Susan Sarandon e Luca Marinelli. Non sono divi del cinema, ma non potete non chiamarli star. Sono delle rockstar. In occasione della presentazione al festival del film Oasis: Don’t Look Back in Anger, il documentario di Dylan Southern e Will Lovelace dedicato alla reunion degli Oasis, arriveranno al Lido Liam e Noel Gallagher. Dovrebbero arrivare: con loro il condizionale è comunque d’obbligo. Greta Scarano e Nicolas Maupas condurranno la serata d’apertura.

    Ci sarà, poi, tutto il meglio del cinema italiano. A partire da Nanni Moretti, con il suo Succederà questa notte, con Louis Garrel e Jasmine Trinca, in competizione. Sono 5 i film italiani in concorso. The Echo Chamber di Andrea Pallaoro nasce dall’ultima sceneggiatura scritta da Bernardo Bertolucci. L’estranea di Paolo Strippoli, con Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi, è un film di genere, un thriller/horror.  Ritorno a Buenos Aires è il nuovo film di Marco Bechis, con Adriano Giannini, che ritorna sul tema della dittatura argentina. Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, con Vanessa Scalera, è la storia di una madre possessiva e ostile.

    Non c’è Hollywood, ma ci sono molte produzioni in lingua inglese. Ink di Danny Boyle racconta l’ascesa del quotidiano The Sun di Rupert Murdoch. Company di Casey Affleck è ambientato lungo più di un secolo nei villaggi remoti degli Stati Uniti: nel cast ci sono Nick Nolte e Ben Mendelsohn. Wild Horse Nine di Martin McDonagh, con John Malkovich e Sam Rockwell, segue due agenti della CIA in missione in Cile alla vigilia del colpo di stato di Pinochet. Primetime di Lance Oppenheim con Robert Pattinson è la storia di un conduttore di un reality show della NBC che vuole attirare pedofili e smascherarli in diretta. Ci sono poi i film francesi. Un Bon Petit Soldat di Stéphane Brizé continua il suo discorso sul mondo del lavoro, con Alba Rohrwacher e Vincent Lindon.  15/18 (A Place To Heal) di Cédric Kahn è la storia di medico che cura adolescenti con problemi psicologici o psichiatrici. Un Peu Avant Minuit di Nicolas Pariser, con Melvil Poupaud e Chiara Mastroianni, è la storia di un uomo che ripensa ai suoi rapporti con le donne alla luce della sensibilità moderna.

    Ma i film arrivano da tutto il mondo Kami Nour (A Bit Of Light) di Ali Asgari parla del regime in Iran, Kvinde Ukedt (Woman Unknown) di May el-Toukhy (regista egiziana ma produzione danese), di un matrimonio minacciato da un’ombra nel passato. In Bucking Fastard di Werner Herzog, Kate Mara e Rooney Mara, sorelle nella vita, impersonano due gemelle che che condividevano comportamento e amori. Dau di Ilya Khrzhanovsky, regista russo, racconta la storia del più grande scienziato dell’era sovietica che ha contribuito alla prima bomba atomica. Look Back del giapponese Hirokazu Koreeda, adattamento cinematografico di un manga, è un coming of age di due ragazzine adolescenti che cominciano a disegnare i loro primi manga e poi intraprendono una carriera nella grande industria. Arriva dal Giappone Mr. Nelson, Did You Kill People? di Shinya Tsukamoto, storia di un reduce dalla Guerra che predica pace nelle scuole. Ga-Neung-Han Sa-Rang (Possible Love) di Lee Chang-dong, arriva dalla Corea, ed è ispirato a uno dei capitoli del decalogo di Kieslowski.

    In Orizzonti ci sono quattro film italiani. La ragazza con la Leica di Alina Marazzi, racconta la figura di una fotografa dimenticata, Gerda Taro. Una Storia è l’esordio alla regia di Anna Foglietta con Alba Rohrwacher e Guido Caprino: una moglie scopre il vuoto della propria esistenza dopo che la figlia ha lasciato la casa per l’università. La città dei vivi di Edoardo Gabriellini è tratto dal romanzo di Nicola Lagioia con Valerio Mastandrea. I figli della scimmia, di Tommaso Landucci con Riccardo Scamarcio, racconta una storia di disabilità.

    Fuori concorso nella sezione Non Fiction, uno dei film che sembrano più interessanti è Be Brave di Franceso Carrozzini, il primo film dedicato a Renzo Rosso, fondatore di Diesel, e primo documentario italiano realizzato interamente con l’Intelligenza Artificiale. Fuori concorso c’è anche Dio ride di Giovanni Veronesi, con Pierfrancesco Favino e Silvio Orlando, che sarà il film di chiusura. E ci sono due grandi autori: Nessun dolore di Gianni Amelio, con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea, e Scherzetto di Mario Martone, con Toni Servillo e Serena Rossi. Place To Be di Kornél Mundruczò è l’ultima apparizione di Ellen Burstyn. The Basics Of Philosophy è il nuovo film del grande Paul Schrader, un’opera morale nel suo stile, con Sofia Boutella e Bill Pulmman. Un Bon Avocat di Tristan Séguéla, con Laurent Lafitte, Mélanie Laurent e Carole Bouquet, è la storia di avvocato dedito alla cocaina. Jupiter di Alexandre Smia con Denis Mènochet e Andrè Dussolier, è la storia di un presidente francese appena insediato che deve prendere una decisione in base a un ultimatum atomico della Russia. Father Joe di Barthélémy Grossmann è la storia di un prete vendicatore che ruba ai ricchi per donare ai poveri, prodotto da Luc Besson, con Kiefer Sutherland e Al Pacino. C’è una sola serie, Peccato di Valerio Vestoso, con Emanuela Fanelli, un mockumentary comedy in cui, in un futuro immaginario, si racconterà la tragicomica carriera di Emanuela Fanelli (la vedremo su HBO Max). Ci sono i cortometraggi, tra cui Flesh Impact di Maggie Gyllenhaal, presidente di giuria, che è dedicato a Marilyn Monroe. E ci sono film lunghissimi, come Joie De Vivre di Luca Guadagnino, un documentario di 435’, 7 ore di analisi dei film di Bernardo Bertolucci. Per quanto riguarda i film sul cinema, ci saranno anche Juso per ferie di Karen di Porto, Nino – Un film su Nino Rota di Walter Fasano, The Pervert’s Guide To Utopias di Sophie Fiennes, Twist And Shoot Mister Suzuki di Yves Montmayeur e Intermission di Yonfan. Nella sezione, Non Fiction, oltre ai film su Renzo Rosso e sugli Oasis e al film di Russell Crowe, c’è Musk di Alex Gibney, dedicato a Elon Musk, un documentario di 4 ore. Nella sezione Venezia Spotlight segnaliamo Hombre Al Agua di Gael Garcia Bernal (Messico) e Serpenti di Roberto De Paolis Maino con Alessandro Borghi, Pietro Castellitto e Valeria Golino.

    di Maurizio Ermisino per DailyMood.it










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