“Le parole più usate a Mayfair sono: vuoi essere la mia amante?” “Spesso gli opposti si attraggono a vicenda. E per quanto la falena sia attratta dalla fiamma, brucerà, se dovessero incontrarsi”. È la consueta voce narrante di Lady Whistledon, l’organo di stampa ufficiale del gossip della Londra della Reggenza, a introdurci nelle vicende dei nuovi episodi della quarta stagione di Bridgerton: la Parte 2 è disponibile dal 26 febbraio solo su Netflix.
Dove eravamo rimasti? Il bohémien secondogenito Benedict Bridgerton (Luke Thompson) rifiuta di sistemarsi, nonostante le insistenti richieste della madre, la matriarca Lady Violet Bridgerton (Ruth Gemmell). Finché, al ballo in maschera organizzato da Violet, Benedict rimane folgorato da una misteriosa Dama d’Argento dal volto coperto. Con l’aiuto, seppur riluttante, della sorella Eloise (Claudia Jessie), Benedict si lancia in società per scoprire l’identità della giovane donna. Ma in realtà, la donna dei suoi sogni non appartiene affatto all’alta società: è una brillante cameriera di nome Sophie Baek (Yerin Ha), al servizio della temibile padrona di casa, Araminta Gun (Katie Leung). Quando il destino porta Benedict e Sophie a rincontrarsi, lui si trova diviso tra la realtà dell’affetto per questa affascinante domestica e la fantasia della Dama d’Argento, ignaro che siano in realtà la stessa persona.
Avevano lasciato Benedict e Sophie quasi sul punto di fare l’amore. Solo che proprio quelle parole, “vuoi essere la mia amante?”, avevano rovinato tutto. Questione di punti di vista. Lei sognava il grande amore. Lui anche, ma, visto il suo status, non può ammetterlo. E una donna del rango di Sophie Baek può solo essere un amante ai suoi occhi.
Insomma sembra davvero un amore impossibile. Ci vorrebbe qualcosa che cambi le carte in tavola. Qualcosa di magico, un intervento esterno, un Deus ex machina. D’altra parte, qui più che nelle altre stagioni, siamo in una favola, quella di Cenerentola. Quella storia si risolveva con l’intervento di una fata e poi con la decisione del principe di cercare la dama attraverso la scarpa. Chi può risolvere le cose qui? Forse Lady Bridgerton, che intuisce che Sophie Baek, con la sua cultura, il suo modo di parlare forbito, il suo portamento, debba avere delle origini nobili, non quelle di una semplice cameriera.
La storia è avvincente. E questo è un bene, perché rende godibile la quarta stagione di Bridgerton, ma anche un male, perché oscura tutte le altre storie. Poco ci interessa, infatti della tresca della matura Lady Bridgerton, e ancora meno della ricerca di una dama di compagnia da parte della Regina. Più interessante è la sottotrama di Lady Whistledon, alias Penelope, perché capisce come ogni sua azione può arrecare danno agli altri. È la scritrice del foglio che gira per tutta l’alta società. Potete associarla alle news della stampa o al chiacchiericcio dei social media. Resta, come detto a proposito della prima parte, sullo sfondo Eloise, così refrattaria alle regole da tirarsi fuori dal “mercato matrimoniale”.
Già che il gioco di corteggiamenti e seduzione si chiami così, “mercato” la dice lunga su tante cose. Su una società rigida, ingessata, a compartimenti stagni, dove conta solo il rango e non è possibile alcuna ascesa sociale. Sono passati secoli, ma le cose non sono poi cambiate tanto. Anche oggi la società è divisa in classi. A comandare non è il rango ma il denaro. A proposito di attualità, vi avevamo parlato di grandi successi di oggi arrangiati a mo’ di musica da camera, per quartetto d’archi. Stavolta ascoltiamo una bellissima versione di Birds Of A Feather di Billie Eilish.
Se questa storia funziona il merito, oltre che della scrittura, è degli attori. Stavolta sono molto azzeccati. E la chimica tra loro è notevole. Luke Thompson, che presta il volto a Benedict, è un attore dall’eleganza innata. Alto, castano, sorriso suadente, ha un viso e delle espressioni che ricordano molto Michael Fassbender. Sophie Baek è interpretata da Yerin Ha, australiana di origini sudcoreane, attrice versatile e dal volto eclettico e mobilissimo. Passa dalle espressioni di dolcezza a quelle di malizia, da quelle di insicurezza a quelle di complicità. È espressiva e cangiante. Gli occhi a mandorla, grandi, la mascella volitiva, il nasino piccolo, Yerin Ha ha uno di quei volti che ti tirano dentro la storia. Che, speriamo per lei, abbia un lieto fine. D’altra parte siamo in una favola.
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
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L’articolo Bridgerton 4 Parte 2: Luke Thompson e Yerin Ha ci fanno vivere una favola. Su Netflix proviene da Daily Mood.
