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    Home»Senza categoria»Prima dell’alba torna al cinema: è la storia d’amore della Generazione X, la storia d’amore di tutti noi
    Senza categoria

    Prima dell’alba torna al cinema: è la storia d’amore della Generazione X, la storia d’amore di tutti noi

    By 20 Aprile 2026Nessun commento7 Mins Read
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    Ogni generazione ha la sua storia d’amore. Se avevate vent’anni negli anni Novanta la vostra storia d’amore è Prima dell’alba di Richard Linklater, poi diventata una trilogia con Prima del tramonto e Before Midnight. Prima dell’alba, ai tempi, era la storia d’amore che in tanti avremmo voluto vivere. Incontrare una ragazza bellissima su un treno, e convincerla a scendere e passare ventiquattr’ore in una città meravigliosa. Che, per inciso, è Vienna. Prima dell’Alba, il classico del 1995, ritorna ora al cinema per tre giorni, 20, 21 e 22 aprile, come uscita evento, grazie alla lungimiranza di Lucky Red che ha distribuito anche l’ultimo film di Richard Linklater, Nouvelle Vague.

    Jesse (Ethan Hawke) è un ragazzo americano che sta girando l’Europa in interrail. Scende a Vienna, dove il giorno dopo deve prendere l’aereo che lo porterà in America. Passerà la notte nella capitale austriaca, senza dormire. Così convince Celine (Julie Delpy), una ragazza francese che ha appena incontrato sul treno, a scendere con lui e a passare una notte in giro per Vienna. “Sicuramente è una follia… ma se non te lo chiedo mi perseguiterà per il resto della mia vita” sono le prime parole con cui Jesse si avvicina a Celine. Lei accetta. E i due passano a Vienna una di quelle notti irripetibili. Alla fine, nessuno scambio di numeri di telefono, né di indirizzi. Solo una promessa: incontrarsi allo stesso posto, a quel binario della stazione dei treni di Vienna, sei mesi dopo. Senza conferma, senza nessun appuntamento. Si tratta solo di avere fede. Ma, in fondo, l’amore non è questo?

    Prima dell’alba si chiudeva così, con un finale aperto. Ci piaceva pensare che Jesse e Celine si sarebbero rivisti. Ma il film ci lasciava con questo interrogativo. La cosa bella è che un finale così scatenava la nostra immaginazione. Jesse e Celine si sarebbero incontrati o no? Era la prima domanda che ti facevi una volta finito il film. E dalla risposta che davi si capiva chi eri. Più romantico o sognatore, o più pessimista e disincantato nei confronti dell’amore.

    Quel finale sarebbe stato perfetto già così. Ma Linklater, Hawke e Delpy, con i due attori anche in veste di sceneggiatori, decidono di riprovarci. E allora ritroviamo i nostri amici nel 2004: Jesse è uno scrittore famoso, Celine un’ambientalista, e i due si incontrano ancora a Parigi. Li ritroveremo ancora nel 2013, in Before Midnight, in un’isola della Grecia, alle prese con un amore che non è più quello romantico degli inizi, che cova in sé anche una certa dose di veleno, ma è ancora vivo.

    Prima dell’alba è considerata la commedia romantica per eccellenza, ma in realtà è molto di più. E nasce da un fatto molto particolare e doloroso. Il film è dedicato infatti alla memoria di Amy, la ragazza che ispirò a Richard Linklater la storia del film. È una ragazza che incontrò per caso e con cui passò un’intera giornata a parlare passeggiando per Philadelphia. Poi la perse di vista e, dopo tanti anni, venne a sapere che era morta in un incidente. Da quello spunto nacque l’idea di fare il film. La credibilità che Ethan Hawke e Julie Delpy hanno dato ai loro personaggi ha fatto sì che quell’esperienza potessimo viverla davvero, come se fosse capitata a noi o a dei nostri cari amici. Insomma, a persone reali.

    Il film è pieno di scene cult. Tra queste ricordiamo quella in cui i due ragazzi entrano nella cabina di un negozio di dischi per ascoltare un vinile. Mentre ascoltano la musica, in silenzio, imbarazzati, provano a guardarsi, e ogni volta che qualcuno guarda l’altro, questi distoglie lo sguardo. “È stato davvero speciale… era magia. Ogni volta che sentivo Ethan distogliere lo sguardo, io lo guardavo e viceversa. Mi sono quasi innamorata di lui proprio lì, ma poi Rick ha detto ‘stop’” ha raccontato in seguito Julie Delpy. E poi c’è la scena in un caffè, in cui i due fanno un gioco. Fingono di telefonare a un amico, nel loro Paese, e raccontare della persona che hanno appena incontrato (è la scena che viene ricordata di più, e che viene citata anche in altri film). E, ancora, la scena in cui incontrano un poeta di strada che dice loro. “Vorrei fare un patto con voi: invece di chiedervi dei soldi, vi chiederò una parola. Voi mi date una parola, io prendo la parola e poi scriverò una poesia che contiene la parola. E se vi piace, ossia se vi piace la poesia, se sentite che ha aggiunto qualcosa alla vostra vita, allora potete pagarmi quello che vi pare”. Ecco, Prima dell’alba ha aggiunto qualcosa alle vite di tanti di noi.

    Prima dell’alba è una delle storie d’amore più belle degli anni Novanta: intimista, con pochissima azione e quei dialoghi fittissimi, di un’intelligenza fuori dal comune. È sospeso e delicato come un film di Rohmer, quei film in cui ti sembra che non accada niente, eppure accade eccome, perché a smuoversi sono i sentimenti. Ma ha anche la libertà di regia e la leggerezza dei film di Truffaut e Godard, quella macchina da presa in movimento continuo a seguire le persone nelle strade che dà un sapore molto particolare alla storia. Rivedendo la nascita di Fino all’ultimo respiro in Nouvelle Vague, l’ultimo film di Linklater, abbiamo capito davvero da dove vengano i suoi film, quali siano stati i maestri da cui ha imparato. Per diventare, a sua volta, un maestro. È uno di quei film così densi che li puoi rivedere di continuo, perché in quel turbinio di parole riesci a trovare sempre qualcosa di nuovo. Dopo averlo girato, la Delpy e Hawke hanno continuato per anni ad immaginare un seguito di quella storia, scambiandosi le loro idee via e-mail, dando vita a Prima del tramonto e poi a Before Midnight. Sono diventati anche sceneggiatori, mettendo un po’ della loro vita in quella dei personaggi, e ottenendo una nomination all’Oscar per la sceneggiatura.

    Dopo aver conosciuto Jesse e Celine ventenni, li abbiamo visti trentenni e quarantenni. Sono cresciuti con noi. E seguirli, dopo dieci e poi vent’anni, è stato come incontrare ogni volta dei vecchi amici, capire com’era andata la loro vita e com’era andata la nostra. La trilogia “Before” (Before Sunrise, Before Sunset – questi i titoli originali dei primi due film – e Before Midnight) è qualcosa di unico non solo per come rende vivida la storia d’amore dei protagonisti, ma anche per come lavora sul rapporto tra cinema e tempo (cosa che il regista ha fatto, in maniera ancora più radicale, con Boyhood). Richard Linklater segue gli stessi personaggi e gli stessi attori a dieci e vent’anni di distanza, fissando il passare del tempo e della vita sui volti dei suoi personaggi, che invecchiano allo stesso modo dei suoi attori. Aveva fatto qualcosa di simile Francois Truffaut con il suo Antoine Doinel, il protagonista de I 400 colpi, seguito, sempre con il volto di Jean-Pierre Léaud, in diverse età e in altri film. Per questo la trilogia “Before” è una grande storia d’amore. Ma è anche Storia del Cinema.

    di Maurzio Ermisino per DailyMood.it

    Fai clic qui per vedere lo slideshow.

    L’articolo Prima dell’alba torna al cinema: è la storia d’amore della Generazione X, la storia d’amore di tutti noi proviene da Daily Mood.

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