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    Home»Senza categoria»Tuner – L’accordatore: E intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film…
    Senza categoria

    Tuner – L’accordatore: E intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film…

    By 29 Maggio 2026Nessun commento4 Mins Read
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    E intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film… Era il titolo del primo album di Luca Carboni, ed era un’occasione troppo ghiotta per non iniziare così la recensione di Tuner – L’accordatore, il nuovo film in cui l’attore de Il Laureato recita insieme al giovane Leo Woodall. È quest’ultimo il vero protagonista del film, storia di un accordatore che si trova a fare il rapinatore scoprendo che accordare un pianoforte non è poi così diverso che aprire una cassaforte. In entrambi i casi è questione di orecchio. Certo, Dustin Hoffman non è il protagonista del film, e non appare in molte scene. Ma è un personaggio chiave, uno dei motori della storia.

    Dustin Hoffman è Harry Horowitz, un vecchio accordatore di e un grande amante dei pianoforti e della musica. È stato un musicista. Gira nel suo vecchio furgone, insieme a Niki, interpretato da Leo Woodall, un giovane accordatore con un orecchio davvero speciale e dei problemi di udito. Anche lui, lo scopriremo, ha un passato da musicista. Quando Harry si ammala, e ha bisogno di soldi per le cure, Niki passa al “lato oscuro”. In una delle ville dove accordava un pianoforte ha trovato dei criminali che scassinano casseforti nelle case dei ricchi. E che, visto il suo orecchio per questo tipo di oggetto, gli propongono di aiutarli in alcuni colpi. La storia si complica perché Niki incontra una giovane pianista e se ne innamora. E perché, quando fai rapine, sai a cosa vai incontro.

    Tuner, come si può immaginare, è un film di musica e di suoni. Sentiamo tanto pianoforte, dalla classica al jazz. Sentiamo partiture ritmiche jazzate mescolarsi ai suoi meccanici e a scatti delle casseforti che si aprono. E poi vediamo, prima in maniera lieve, man mano che il film procede, sempre in maniera più forte, suoni disturbanti irrompere in scena. È un modo per farci capire il disturbo uditivo del protagonista, e quanto un rumore può influire su di lui. È una delle chiavi del film, e il grande lavoro fatto sul sonoro è fondamentale nella sua riuscita.

    Tuner è un film che mette in scena una serie di topos narrativi, ma li mescola in modo che il risultato sia originale. C’è l’incontro tra il giovane e il suo mentore. C’è in qualche modo il romanzo di formazione. C’è la formazione criminale. C’è l’amore impossibile, o forse no. Ci sono, in qualche modo altri film, tutti bellissimi, che risuonano in questo. Uno di questi è Whiplash di Damien Chazelle, per il modo totale, fisico, stancante di vivere la musica. C’è Baby Driver, perché è la storia di un giovane criminale per caso, finito in un mondo più grande di lui grazie a un talento unico. C’è Sulle mie labbra, di Jacques Audiard, ancora una storia che ha a che fare con l’udito, con le rapine e con un mondo pericoloso che di colpo irrompe in una vita tranquilla.

    Leo Woodall è il giovane attore che avevamo conosciuto in Bridget Jones – Un amore di ragazzo, lì toy boy e oggetto del desiderio, qui cucciolo spaesato alle prese con un mondo più grande di lui. Il volto pulito, gli occhi chiari e grandi, creano subito confidenza tra lui e lo spettatore in modo che il personaggio abbia sempre la nostra simpatia. Accanto a lui Dustin Hoffman illumina la scena. Gli occhi gli brillano, la mimica del viso e della bocca è unica. Un grandissimo.

    Come una sinfonia musicale, Tuner è un film che vive su un crescendo, partendo piano e arrivano a un finale esplosivo. Attenzione, perché con un paio di colpi di scena davvero notevoli, quando sembra finito il film ricomincia. È un film che vive su una grande sceneggiatura. È uno di quei film di una volta, che vivono di racconto puro. Davvero una bella sorpresa.

    di Maurizio Ermisino per DailyMood.it

    Fai clic qui per vedere lo slideshow.

    L’articolo Tuner – L’accordatore: E intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film… proviene da Daily Mood.

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