Palla e racchetta, questi sono gli unici strumenti necessari per giocare allo sport più in voga di questo ultimo periodo: il padel. Nel nostro Paese è ormai diventato una realtà importante, con più di 1,2 milioni di praticanti.
Nata negli anni ’70 – grazie all’estro creativo del messicano Enrique Corcuera – questa disciplina ha raggiunto il suo massimo successo in Italia solo di recente, dando vita a una vera e propria padel mania. Uno sport adatto a tutti, non solo per allenare la propria forma fisica ma anche e soprattutto per divertirsi.
“Il padel ha guadagnato sempre più popolarità anche in Italia: c’è chi ci gioca per divertirsi con gli amici, chi lo fa per allenare il proprio fisico e chi lo considera un’occasione per sfidare nuovi avversari.” – commenta Vinicius Trevisan, fondatore della Por Tres Padel Academy che collabora con Aspresso Roma, luogo ideale, immerso nella natura, in cui iniziare un corso di padel o accrescere la propria formazione – “Sui campi di Aspresso Roma tutti sono i benvenuti per cimentarsi in questo bellissimo sport: dai principianti, a chi vuole migliorarsi, fino ai giocatori più competitivi”.
Ma perché si parla di padel mania? Ecco qualche curiosità che ha contribuito a rendere questo sport uno dei più apprezzati degli ultimi tempi.
Origini messicane
Molti non lo sanno, ma il padel “moderno” è stato visto per la prima volta in Messico. Questo è un fatto molto curioso, perché chiunque potrebbe pensare che questo sport sia nato in uno dei paesi dove questo sport è super popolare già da anni, come l’Argentina o la Spagna. Tuttavia, la realtà è che Enrique Corcuera, negli anni ’70, decise di mettere dei muri sul suo campo di fronton (o peltoa basca), con l’obiettivo che le palle non gli sfuggissero e non dovesse andare a recuperarle. Nasce così il padel come è conosciuto oggi, con un campo circondato da quattro pareti.
Un allenamento aerobico e anaerobico
Il padel è un ottimo esercizio fisico che coinvolge tutto il corpo del giocatore, rendendolo uno sport completo. È infatti un allenamento aerobico, perché grazie al continuo movimento del corpo è possibile fare un esercizio di resistenza e cardio, contribuendo alla salute di cuore, polmoni e del sistema circolatorio. Ma contemporaneamente, il padel è anche uno sport anaerobico, perché migliora la potenza, la forza e la dimensione dei muscoli – in particolare, tonifica gambe, braccia, addominali e glutei. Giocando a padel con un’intensità media, durante i 90 minuti di partite si possono bruciare dalle 700 alle 900 calorie. Nei match ad alta intensità si possono anche bruciare fino a 1.000 calorie.
Uno sport da campioni olimpici?
Vista la popolarità guadagnata e in continua crescita, si potrebbe pensare che il padel è uno sport in cui si potrebbero sfidare i campioni olimpici. Non è però così: infatti, questa disciplina non sarà presente agli imminenti Giochi Olimpici perché non soddisfa alcuni criteri di ammissione. Si auspica però che la grande attenzione dedicata a questo sport lo aiuti a essere presente nei prossimi anni.
Nonostante non sia oggi uno sport olimpico, il padel ha comunque i suoi campioni: ne è un esempio l’argentino Fernando Belasteguín, riconosciuto come “il Boss del Padel” perché considerato il miglior giocatore di sempre di questo sport. Ha infatti raggiunto record unici, come essere il giocatore di padel rimasto più a lungo nella prima posizione della classifica mondiale per ben 16 anni consecutivi.
Le prime palline erano in legno
All’inizio, le racchette da padel erano fatte di legno. Questo le rendeva più rigide e pesanti, rendendo meno piacevole la fase del colpo. Più tardi, il padel ha iniziato a evolversi e le esigenze del giocatore hanno iniziato ad influenzare e impulsare il cambiamento. Ecco perché hanno iniziato ad essere utilizzati altri materiali come carbonio, fibra di vetro e gomme morbide o schiume, in modo che il giocatore sia più protetto dagli infortuni e possa giocare più comodamente.
Avversari sì, ma solo sul campo
Sebbene esistano delle varianti individuali, il padel nasce come gioco di coppia: due giocatori condividono infatti il campo con altri due avversari. Che si voglia giocare per passione, per divertimento o per vincere, la formazione di due squadre comporta inevitabilmente l’interazione tra i giocatori, favorendo la socializzazione, l’amicizia e, a volte, una sana rivalità. Una partita di padel può quindi trasformarsi in un’occasione per fare nuove conoscenze e stringere rapporti, scambiandosi tattiche e strategie e divertendosi insieme tra una battuta e l’altra.
I VIP che lo praticano
Campioni del mondo, giornalisti Sportivi, piloti di Formula Uno, musicisti, conduttori televisivi e moltissimi altri VIP si sono letteralmente innamorati del Padel. Alcuni nomi? Alessandro Borghese, Max Giusti, Diletta Leotta, Antonio Cabrini, Lillo, Manila Nazzaro, Ezio Greggio, Max Gazzè, Federica Nargi e Flavia Pennetta.
A Como il primo Padel Resort
Si trova a Como il The Padel Resort, primo in Italia con 11 campi da padel superpanoramici modello World Padel Tour di Mejorset approvati FITP, di cui 9 indoor e 2 outdoor, realizzato dalla famiglia Parolini, proprietaria anche di Iperauto S.p.a., con l’obiettivo di recuperare e riqualificare la zona industriale di via Pasquale Paoli attraverso una proposta di accoglienza all’avanguardia. Agli undici campi, di cui nove interni, si affiancano infatti su un’area complessiva di 17.000 mq: una palestra, un centro di fisioterapia, un ristorante gourmet, un bistrot con lounge bar, un coworking, una concessionaria Maserati, e, con inaugurazione entro l’estate, un boutique hotel con 21 camere deluxe piscina e solarium. I campi sono aperti tutti i giorni dell’anno e ad accompagnare appassionati e giocatori alle prime armi con una vera e propria Academy gestita dai migliori professionisti della zona.
di Lidia Pregnolato per DailyMood.it
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